COMUNE DI ABBIATEGRASSO
Castello Visconteo di Abbiategrasso

Lavori di ristrutturazione e di restauro conservativo.

Dettagli del Progetto

Abbiategrasso
Piazza Castello

Data: 1999-2000

Committente: COMUNE DI ABBIATEGRASSO (MI)

Progettista: Arch. Marino Pizzigoni
Geom. Ermenegildo Scalera
Arch. Alberto Ambrosini
Ing. Gabriele Fatarella

Direttore Lavori: Arch. Marino Pizzigoni
Arch. Alberto Ambrosini

L’intervento realizzato sul settore Ovest, incluso il punto di cerniera tra i lati Nord ed Ovest, ha reso funzionale e quindi utilizzabile tutto il complesso monumentale.
La realizzazione delle opere previste nell’appalto ha portato al completamento del recupero di tutti i locali fuori terra del castello e di una parte dei sotterranei, rinviando a fasi successive solamente le opere esterne di risanamento dei sotterranei relativi ai lati Nord ed Est.
L’intervento è consistito principalmente nel recupero statico della struttura e nel ripristino delle condizioni igienico-climatiche degli ambienti che avevano problemi di forte umidità, soprattutto quelli situati nella parte bassa del fabbricato.
Per raggiungere l’obbiettivo prefissato si è intervenuti su 6 punti fondamentali quali:
1.      il consolidamento delle volte del piano cantinato con intervento all’estradosso;
2.      il consolidamento di parti del tessuto murario con il sistema cuci – scuci;
3.      l’impermeabilizzazione delle pareti contro terra e un sistema di drenaggio delle acque;
4.      la formazione di un pavimento isolato ed impermeabilizzato nei sotterranei e l’impermeabilizzazione delle murature contro l’umidità di risalita;
5.      il ripristino intonaci;
6.      il rifacimento di alcuni solai con struttura mista legno calcestruzzo ed il ripristino degli esistenti in legno.

1 – CONSOLIDAMENTO DELLE VOLTE A CROCIERA DEL PIANO CANTINATO
Le volte al piano cantinato presentavano delle deformazioni e fessurazioni causate dalla presenza  di elevati carichi permanenti al piano terra, questi dovuti soprattutto alla esistenza di un muro sotto arco sul lato destro dell’ingresso principale. Per sopperire a questi carichi tutte le basi degli archi sono state rinforzate attraverso delle sotto-murazioni.
Per effettuare il consolidamento delle volte il progettista ha deciso di intervenire sull’estradosso delle stesse realizzando un guscio armato continuo in c.a. collaborante con la volta sottostante. Il guscio armato è stato reso collaborante alla struttura muraria esistente mediante connettori metallici di diametro 12 mm, ancorati con resine in fori di diametro 16 mm e profondi 50 mm.
Prima di iniziare le operazioni di consolidamento si è provveduto a scaricare le volte dal carico permanente relativo al materiale di rinfianco e di ricarica sull’estradosso. Lo svuotamento è stato effettuato a mano ed eseguito a cerchi concentrici partendo dalla chiave fino all’imposta, in modo da procedere a scaricare i pesi gravanti in modo omogeneo, lasciando bilanciato il carico insistente sulle volte.
In seguito sono stati realizzati fori con un passo di 50 cm su tutta la superficie della volta stessa e sulle murature perimetrali, nei quali sono stati poi fissati con delle resine i connettori metallici provvisti di  dadi di registro;
Successivamente è stata posata una rete elettrosaldata avente diametro 10 mm maglia 15×15 cm ancorata ai connettori precedentemente fissati alla volta.

Prima del getto la superfice delle volte è stata perfettamente ripulita, questo per far si che il nuovo getto penetrasse all’interno dei corsi di mattoni migliorandone quindi la collaborazione statica.
Le volte e gli archi sono stati puntellati sia in fase di scavo che di consolidamento, questo per permettere, prima di eseguire il getto di completamento della soletta, la registrazione di tutti i puntoni provvisori in modo tale da recuperare il più possibile i cedimenti presenti.

 2 – CONSOLIDAMENTO DI PARTI DEL TESSUTO MURARIO CON IL SISTEMA CUCI – SCUCI
Il corpo relativo all’ala Ovest del castello manifestava delle fessurazioni con andamento verticale in corrispondenza dello spigolo esterno del lato Nord, e delle fessure con andamento a 45° sotto le aperture.
A seguito di analisi ed assaggi effettuati si è riscontrato che:
·       lo spessore della muratura originaria è compreso tra 110 e 130 cm;
·       che la muratura è a sacco con nucleo di risulta costituito da materiale eterogeneo;
·       lo spessore del nucleo,  risulta compreso tra 50 e 60 cm;
·       la malta di allettamento è una malta a comportamento aereo;
A fronte di quanto rilevato si è allora previsto di intervenire sulle murature attraverso la tecnica del cuci scuci, atta ad integrare la muratura nelle parti danneggiate dal deterioramento dei materiali e dall’erosione del tempo.
Nelle campiture murarie soggette a cuci-scuci che sarebbero restate a vista, sono stati utilizzati mattoni originali ricavati da parziali e concentrate demolizioni, definite con la Direzione Lavori; dove non era possibile o auspicabile l’utilizzo della tecnica cuci scuci, in quanto le parti mancanti erano “irrilevanti” ed un intervento di questo genere avrebbe recato più “danno” che beneficio, si è optato per l’utilizzo di iniezioni con boiacche a basso modulo elastico; tale tecnica permette infatti di penetrare uniformemente nella struttura muraria, consolidando e collegando i vari componenti senza interventi invasivi sulla superficie esterna.

Le iniezioni sono state eseguite con una maglia 50×50 cm sulle zone interessate alle fessurazioni, e con una inclinazione di 45° onde permettere un “ancoraggio” anche verticale.
Prima di iniziare ad effettuare le iniezioni, tutti i giunti e le fessurazioni sono stati puliti e sigillati con la stessa malta che è stata usata successivamente per le iniezioni, questo onde mantenere lo stesso modulo elastico in tutte le sezioni della muratura.

3 – IMPERMEABILIZZAZIONE DELLE PARETI CONTRO TERRA E UN SISTEMA DI DRENAGGIO DELLE ACQUE
Si era constatato che le murature perimetrali del cantinato erano soggette a forti problemi di umidità, dovuta sia alla risalita capillare sia alle infiltrazioni dal lato del fossato.
Dopo opportune analisi si è rilevata una presenza di acqua nella muratura a sacco fino ad una altezza di 160 cm dal piano di calpestio, con indagini più approfondite si è potuto stimare una presenza di circa 200 litri di acqua ogni metro cubo di muratura, un indice che confermava il deterioramento della malta di allettamento come già constatato visivamente.
Si è pertanto deciso di intervenire attraverso l’impermeabilizzazione della parte di muratura contro terra ed il deflusso delle acque meteoriche, abbiamo quindi eseguito uno scavo perimetrale fino al piano delle fondazioni e dopo aver accuratamente pulito la muratura ed eliminato ogni residuo vegetale presente abbiamo applicato un intonaco impermeabile a 3 mani.
Il problema delle acque meteoriche, che creavano i maggiori disagi in quanto la zona perimetrale alla muratura non era pavimentata, è stato risolto con la realizzazione di una rete di raccolta costituita da tubi drenanti posizionati sul perimetro dell’edificio in adiacenza alla muratura stessa. Tali tubazioni sono state successivamente convogliate in pozzi perdenti posizionati ad una debita distanza dal fabbricato.

 4 – FORMAZIONE DI PAVIMENTO ISOLATO ED IMPERMEABILIZZATO NEI SOTTERRANEI ED IMPERMEABILIZZAZIONE DELLE MURATURE CONTRO L’UMIDITA’ DI RISALITA
Risolto il problema della infiltrazione dall’esterno, si è dovuto affrontare quello dell’umidità all’interno del cantinato.
Per prima cosa si è deciso di intervenire sulla umidità proveniente dalla risalita capillare della muratura. L’umidità ascendente è infatti una delle cause più frequenti e più determinanti di degrado degli edifici, in quanto interessa tutti i muri di fondazione nel primo tratto in quota fuori terra determinando l’insorgere di gravi inconvenienti, quali:
·       problemi statici: provoca la degenerazione chimica dei materiali costituenti i sotto sistemi edilizi ed un appesantimento delle strutture dovuto alla quantità di acqua trattenuta in sospensione nella muratura;
·       problemi estetici: deturpa le superfici a vista quali intonaci, tinteggiature, ecc.;
·       problemi economici: per il degrado delle superfici sono necessari continui interventi risanatori;
·       problemi igienico sanitari: una elevata concentrazione di umidità crea condizioni ambientali nocive per la salute delle persone.
Si è pertanto intervenuto alla deumidificazione delle murature mediante l’esecuzione di una barriera chimica contro l’umidità ascendente costituita da polisilossani modificati in base solvente iniettati a bassa pressione. Tale barriera avendo caratteristiche di elevata affidabilità è in grado di impedire ad avvenuta catalizzazione del principio attivo, la risalita dell’acqua a livello capillare.
Successivamente si è provveduto alla posa di un intonaco deumidificante a base di calce idraulica naturale, le cui proprietà permettono una evaporazione rapida e continua dell’umidità presente nella muratura. L’intonaco è stato poi integrato con un additivo aerante che ha accelerato l’evaporazione dei residui d’acqua e per velocizzare ancor più l’evaporazione dell’acqua presente nelle murature  è stata posizionata nei locali una macchina deumidificatrice avente una portata di 5000 mc/h.
Per impedire l’affioramento in superficie dei sali disciolti nell’acqua, che ne ridurrebbero la naturale traspirabilità, la muratura è stata trattata con un impregnante specifico.
A lavorazione ultimata si è potuto iniziare ad operare sulla pavimentazione esistente.
Avendo constatato che la quota della pavimentazione esistente in acciottolato consentiva un lieve innalzamento della pavimentazione senza pregiudicare l’utilizzo degli ambienti, si è quindi provveduto al posizionamento di un micro vespaio in pvc atto a garantire un passaggio d’aria tra la pavimentazione esistente e quella in progetto; successivamente è stato eseguito un massetto in calcestruzzo armato su cui è stato eseguito il sottofondo e la pavimentazione prevista in pietra naturale. Questo intervento ha preservato a futura memoria la pavimentazione esistente essendo reversibile nel tempo.
Contemporaneamente al posizionamento del micro vespaio si è provveduto alla posa di un adeguato numero di tubazioni in pvc con lo scopo di immettere dell’aria nel vespaio stesso al fine di garantire una corretta areazione del pacchetto della pavimentazione.

5 – IL RIPRISTINO INTONACI

Tutti gli intonaci di supporto e finitura, realizzati con calce, presentavano malta molto decoesa e con elevata presenza di efflorescenze saline, sono stati quindi raschiati sino al vivo della muratura.
Tutta la zona scrostata è stata risarcita con intonaco macroporoso fino all’altezza di un metro circa, funzionale a garantire una più efficace traspirazione della muratura e quindi un miglior comportamento in relazione all’umidità di risalita. Questo per rispettare la composizione della malta preesistente e garantire compatibilità chimica –fisica – meccanica.
Dal fondo sono state rimosse le parti friabili, la polvere e le muffe; successivamente si è provveduto alla pulizia delle superfici mediante idrolavaggio a bassa pressione in modo da rimuovere completamente tutti i residui delle precedenti lavorazioni (scialbi, vecchie rasature, concrezioni saline, ecc.) che avrebbero potuto pregiudicarne l’adesione.
E’ stato quindi eseguito uno strato di intonaco di fondo previo rinzaffo, mediante applicazione di una malta a base di calce aerea, leganti idraulici, sabbie calcaree selezionate e speciali additivi in polvere nello spessore massimo di 20 mm.
In seguito è stata realizzata una rasatura di intonaco deumidificante macroporoso, esente da cemento, eseguita a spatole, mediante applicazione di malta fine ad attività pozzolanica e solfato resistente di colore chiaro. Per finire sono state ripristinate le fasce marcapiano, le cornici di gronda e sottogronda.
Gli intonaci interni sono stati realizzati con l’utilizzo di intonaco rustico a base di calce lavorato in più mani e finito a frattazzo e con successiva finitura a civile.
Le parti in granito sono state sottoposte ad un lavaggio con acqua deionizzata, al fine di rimuovere polvere, sporco e le parti sfarinanti e sottoposte successivamente a pulizia chimica mediante l’applicazione di un apposito agente che è stato accuratamente rimosso con spazzole di saggina ed acqua.

6 – IL RIFACIMENTO DEI SOLAI CON STRUTTURA MISTA LEGNO CALCESTRUZZO COLLABORANTE

Nel corpo Ottocentesco del castello per un adeguato utilizzo funzionale dello stesso è stato inserito un ascensore oleodinamico con il vano corsa costituito da una struttura in acciaio ancorata ai nuovi solai costituiti da una orditura di travetti in legno e da un assito su cui previa la posa di connettori, onde rendere solidale il tutto, è stata realizzata una cappa collaborante in calcestruzzo armato.
Per quanto riguarda il ripristino dei solai lignei esistenti si è provveduto innanzitutto ad una accurata pulizia di travi, travetti, modanature e assito mediante raschiatura e micro sabbiatura per poi eseguire un trattamento antiparassitario per impregnazione a spruzzo e pennello di tutte le superfici.
I materiali deteriorati sono stati rimossi ed integrati con nuovi materiali aventi disegno e caratteristiche in tutto simili a quelli esistenti.

Contattaci