C.C.I.A.A. di MILANO
Palazzo Turati

Restauro conservativo e pulitura della facciata di Palazzo Turati prospettante su Via Meravigli.

Dettagli del Progetto

Via Meravigli
Milano

€: 412.234,79

Data: 2004-2005

Committente: CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA DI MILANO

Progettista: TECNOCONS S.c. a.r.l. – Roma

Direttore Lavori: TECNOCONS S.c. a.r.l. – Roma

Opere di restauro conservativo e pulitura della facciata prospettante su via Meravigli

FASI PRINCIPALI DELL’INTERVENTO
1.     Allestimento del cantiere e dei ponteggi
2.     Trattamento preventivo attraverso la pulitura ed asportazione di depositi humiferi presenti sulle murature con biocida
3.     Indagini analitiche e Campagna fotografica
4.     Trattamento delle superfici in pietra calcarea scolpita (pulitura, intervento di consolidamento, stuccature e protezione delle superfici precedentemente pulite)
5.     Trattamento delle superfici in pietra calcarea non scolpita o pietra silicatica (pulitura, intervento di consolidamento, stuccature e protezione delle superfici precedentemente pulite)
6.     Restauro serramenti esterni
7.     Opere non previste nel progetto esecutivo

1 –  ALLESTIMENTO DEL CANTIERE E DEI PONTEGGI
I ponteggi sono stati posizionati sulla facciata del fabbricato prospiciente Via Meravigli compreso l’angolo creato dalla rientranza all’estremità sinistra del palazzo e via delle Orsole.

3 – INDAGINI ANALITICHE E CAMPAGNA FOTOGRAFICA
Una volta montato il ponteggio si sono potute completare le indagini analitiche in modo da poter stabilire:
–       la completa caratterizzazione dei materiali lapidei;
–       lo stato di degrado;
–       la verifica preventiva dei prodotti da utilizzare.
Oltre a ciò è stata eseguita una ampia campagna fotografica analitica con una mappatura delle indagini eseguite.

2 – TRATTAMENTO PREVENTIVO
In una prima fase è stata eseguita la pulitura ed asportazione di depositi humiferi presenti sulle murature con un prodotto biocida.
L’agente biocida utilizzato, ecocompatibile, assolutamente non nocivo per l’ambiente, è stato applicato con tutte le opportune cautele onde evitare ogni possibile reazione indesiderata e dannosa nei confronti delle superfici su cui è stato applicato.
L’efficacia del biocida e del sistema di applicazione della sostanza attiva è stato poi verificato attraverso delle campionature.
Al termine delle operazioni è stato eseguito un accurato lavaggio delle superfici con acqua a bassa pressione al fine di eliminare ogni traccia del biocida e dei rimanenti infestanti biologici depositati sulla facciata.

4 – TRATTAMENTO DELLE SUPERFICI IN PIETRA CALCAREA SCOLPITA
4.1 – PULITURA
La pulitura delle superfici è stata eseguita con due tipologie differenti di intervento.

Prima tipologia di  intervento
La prima tipologia di intervento consisteva nella pulitura dei materiali lapidei con lavaggio detergente ed emolliente con impiego di acqua deionizzata erogata a bassissima pressione da appositi ugelli automatizzati e spazzolatura con spazzole morbide (con apposito impianto di deionizzazione e nebulizzazione) ad una temperatura non inferiore ai 10 °C.
Il ciclo di pulitura iniziava dall’alto verso il basso  in modo che l’acqua nebulizzata raggiungeva le superfici oggetto del trattamento indirettamente per caduta.
La durata dell’intervento era variabile a seconda della natura chimica e dello spessore delle incrostazioni da rimuovere

Seconda tipologia di intervento
La seconda tipologia di intervento consisteva nella pulitura dei materiali lapidei per mezzo della reazione chimica tra le sostanze inquinanti presenti sulla facciata (solfati e carbonati) e gli impacchi, applicati alla stessa, a base di soluzioni e sospensioni acquose ad azione solvente addittivate con materiali ispessenti quali la polpa di cellulosa;
Successivamente, l’impacco è stato poi rimosso e la superficie risciacquata con acqua deionizzata; l’operazione è stata ripetuta  laddove erano rimaste macchie più tenaci.
Si è ricorsi infine alla microaerabrasivatura ad umido delle superfici, mediante utilizzo di getti pulitori graduabili e selettivi che sfruttano un vortice d’aria elicoidale a bassissima pressione (0,1 – 1,0 bar).
La proiezione a vortice elicoidale faceva in modo che la miscela di aria, acqua e abrasivo finissimo (costituito da polveri molto fini con granulometria variabile da 5 a 200 micron) colpisse la superficie secondo più angoli di incidenza.
Tale sistema utilizzava quantità d’acqua minime, consentendo di ottenere una pulitura delicata e la conservazione delle patine naturali.

4.2 INTERVENTO DI CONSOLIDAMENTO
Si è poi passati alla fase successiva di consolidamento dei materiali lapidei attraverso l’applicazione di prodotto riaggregante a base di esteri dell’acido silicico applicato a spruzzo, a pennello e a impacco fino a rifiuto.
La quantità di consolidante applicata per unità di superficie è stata determinata a seguito di prove eseguite sulla facciata per verificare la capacità di assorbimento del materiale.

4.3 – STUCCATURE
Le fessurazioni individuate previa accurata pulitura con spazzole, scopini ed aspiratori, sono state dapprima stuccate mediante colatura e iniezione in profondità di prodotto adesivo epossidico bicomponente – successivamente  sigillate con stucco appositamente formulato a base di leganti idraulici a basso contenuto di sali, sabbie lavate molto fini, additivi polimerici, terre coloranti e pietre macinate.

4.4 – PROTEZIONE DELLE SUPERFICI PRECEDENTEMENTE PULITE
Alla fine delle fasi di pulizia e di consolidamento, si è proceduto alla protezione delle superfici mediante applicazione a spruzzo, fino a rifiuto, di prodotto idrorepellente a base di silossani oligomeri, iningiallenti, incolori, non pellicolanti.
La quantità di protettivo applicata è stata determinata a seguito di prove eseguite per verificare la capacità di assorbimento del materiale.

5 – TRATTAMENTO DELLE SUPERFICI IN PIETRA CALCAREA NON SCOLPITA O PIETRA SILICATICA
5.1 – FASE DI PULITURA
La pulitura delle superfici in pietra calcarea non scolpita è stata eseguita tramite la microaerabrasivatura ad umido delle superfici così come già descritto precedentemente per le superfici in pietra calcarea scolpita.

5.2 – STUCCATURE
Successivamente alla fase di pulitura così come per le superfici in pietra calcarea scolpita una volta individuate le fessurazioni si è provveduto alla loro stuccatura con  le medesime metodologie.

5.3 – PROTEZIONE DELLE SUPERFICI PRECEDENTEMENTE PULITE
Così come per le superfici in pietra calcarea scolpita, si è provveduto alla protezione delle superfici con applicazione a spruzzo, fino a rifiuto, di prodotto idrorepellente a base di silossani oligomeri, iningiallenti, incolori, non pellicolanti.

6 – SERRAMENTI ESTERNI
Tutti i serramenti esterni, solamente sulla superficie esterna di facciata,  sono stati sverniciati e sottoposti a trattamento contro l’aggressione del legno da parte di parassiti e funghi, successivamente è stata stesa una mano di primer  e sono stati stuccati e preparati per essere sottoposti alla definitiva decorazione.
Lo stesso trattamento è stato eseguito sulle persiane a lamelle con verifica e rifacimento delle assette mancanti e lesionate. Le persiane a lamelle sono state sverniciate e riverniciate con smalti oleosintetici e la mano di finitura è stata preventivamente concordata con la commissione colore del Comune, previa opportuna preparazione del fondo; è stata inoltre revisionata tutta la ferramenta.
I portali di ingresso in noce nazionale sono stati protetti mediante applicazione di fondo a base di resine sintetiche ad azione consolidante, fungicida, antitarlo, insettorepellente e idrorepellente, non filmogeno e ad elevata capacità penetrante nel supporto, con successiva verniciatura a cera; è stata ripristinata la ferramenta mediante pulitura dalla ruggine, dalle ossidazioni ed eseguito il trattamento del ferro con vernici trasparenti anti ossidanti.

 7 – OPERE NON PREVISTE NEL PROGETTO ESECUTIVO

Durante il corso delle lavorazioni si sono rese necessarie due lavorazioni non previste dal progetto esecutivo.

1.     La prima lavorazione consisteva essenzialmente nella revisione cromatica delle vecchie stuccature cementizie presenti sulla facciata mediante l’esecuzione di patinature e di spugnature al fine di equilibrare le differenze di colore tra la pietra e il cemento. A questo scopo è stato utilizzato il “latte di calce” (grassello o calce idrata in polvere) diluito con acqua e addizionato con pigmenti.

2.     La seconda lavorazione non prevista è stata la sostituzione della rete di protezione presente sotto il cornicione con una nuova rete elettrosaldata in acciaio inox per tutta la lunghezza della facciata, posata utilizzando per quanto possibile i punti di ancoraggio della vecchia rete e laddove non è stato possibile sono stati sostituiti con dei nuovi.

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